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I gladiatori, venivano
scelti fra i prigionieri di guerra, schiavi o liberti e anche fra volontari; il
loro addestramento avveniva in apposite scuole, sotto la guida di un maestro e
la loro prestazione era stabilita per un periodo di tempo determinato, allo
scadere del quale si concedeva a chi avesse dato buona prova una specie di
congedo con il dono di un bastone di onore e, se di condizione servile, con
l'affrancazione.
I gladiatori, si
dividevano in quattro categorie principali:
Galli, che portavano spada, piccolo scudo e un elmo
sormontato da una figura di pesce;
Sanniti comprendenti
secutores, inseguitori del reziario, e hoplomachi, dall'armatura
pesante e dallo scudo lungo;
Reziari forniti di tridente e di una rete per avvolgere
l'avversario, di un cinturone serrato in vita e di bracciali;
Traci, armati di pugnale ricurvo, di scudo rotondo, di
schinieri e di bracciali.
I gladiatori
combattevano sia singolarmente, sia in gruppo e talora contro animali feroci.
Durante la repubblica alcuni spettacoli gladiatori furono svoltii nel foro; ma
il luogo loro riservato, soprattutto nel periodo imperiale, fu l'anfiteatro. I
combattimenti erano preceduti da un carosello, nel corso del quale i gladiatori
salutavano l'imperatore con la frase: Ave Caesar, Morituri Te Salutant
("Ave o Cesare, coloro che si apprestano a morire ti salutano").
Al termine della lotta il
vinto alzava il braccio sinistro per chiedere grazia, mentre il vincitore
interrogava la folla che, mediante segni convenzionali (pollice alzato o
abbassato), poteva accordarla o rifiutarla. Al vincitore spettavano premi
(palme, denaro, ecc.)
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